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Homepage / Catalogo / La macchina degli abbracci
Temple Grandin, Catherine Johnson
Temple Grandin, Catherine Johnson
Parlare con gli animali
Traduzione di Isabella C. Blum La collana dei casi 2007, pp. 430 isbn: 9788845921421 Temi: Converse Tre Star Ox Blu 385 fcmoto blumarino j6VdsDn1aF
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Temporaneamente non disponibile
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In copertina
Temlpe Grandin ritratta da Rosalie Winard. ROSALIE WINARD
Autori
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Catherine Johnson
Altre edizioni
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2012, pp. 430 € 14,00 -15% € 11,90
Risvolto

A diciotto anni Temple Grandin si costruì una macchina per gli abbracci. Aveva visto che le mucche diventavano mansuete dentro la gabbia di contenimento usata dal veterinario per visitarle, e aveva intuito che uno strumento simile avrebbe potuto calmare anche lei. Così, con due assi di compensato che si stringevano dolcemente ai lati di una panca, realizzò lo strano congegno. Che funzionò a meraviglia. E Temple, giovane autistica con molti problemi di relazione, capì di avere una speciale affinità con gli animali. E capì che per essere felice avrebbe dovuto studiarli e stare con loro il più possibile. Quel che non sapeva è che varie altre – e non meno spiazzanti – scoperte avrebbero fatto di lei uno dei più famosi esperti del comportamento animale. Ma che cosa hanno in comune gli individui autistici e gli animali| Rispondono agli stimoli esterni in modo diverso dalla norma, e tuttavia secondo regole precise, con un linguaggio interiore coerente e un’attenzione concentrata su particolari visivi, uditivi e tattili che a noi sfuggono del tutto. Per Temple, incapace di capire i rituali della socialità, un abbraccio non è, ad esempio, che un sovraccarico sensoriale di impulsi contraddittori. Ecco perché deve rifugiarsi dentro una macchina, se vuole provare senza complicazioni quel piacere. Agli animali capita lo stesso con una grande varietà di stimoli, che interpretano secondo i loro codici specifici. Un impermeabile giallo appeso a un cancello per noi non ha alcun significato particolare, ma per una mucca è un segnale, che può scatenare reazioni di panico. Per scoprire questa correlazione inaspettata occorre una mente fuori dal comune, in grado di vedere la realtà dal punto di vista dell’animale. Capire il linguaggio degli animali non è solo un’avventura intellettuale, ma anche un modo concreto per imparare a comunicare con loro: grazie a una donna autistica e al suo affascinante mondo interiore, oggi siamo in grado di farlo.

Autori
Temple Grandin
Catherine Johnson
Altre edizioni
gli Adelphi
2012, pp. 430 € 14,00 -15% € 11,90
Volumi della stessa collana
Curzio Malaparte
Il buonuomo Lenin
Un romanzo-ritratto spiazzante e temerario, lontano mille miglia dalla leggenda ufficiale e dalla cromolitografia di Stato.
Simon Winchester
Il professore e il pazzo
La storia dei legami fra un atroce delitto e il più importante dizionario al mondo.
W. Stanley Moss
Brutti incontri al chiaro di luna
Una leggendaria impresa militare della seconda guerra mondiale raccontata da chi la ideò e portò a termine.
Samuel Beckett
Lettere
«La prospettiva di leggere le lettere di Beckett, più che quelle di chiunque altro, fa venire il batticuore, e posso solo sperare di vivere abbastanza da vedere il quarto volume in libreria» (Tom Stoppard).
V.S. Naipaul
Lo scrittore e il mondo
«L'unico problema con i foschi, geniali scritti di viaggio di V.S. Naipaul raccolti in è che vorremmo leggerne di più» («The Guardian»).
Andrew O'Hagan
La vita segreta
Tre storie vere dell'èra digitale
Lawrence Wright
Gli anni del terrore
Undici storie dalla prima linea di una guerra senza fronti né frontiere, scritte dalla massima autorità sul terrorismo islamico.
Rachel Cohen
Bernard Berenson
La biografia di Bernard Berenson, «l’uomo che viveva solo per l’arte».
Heda Margolius Kovály
Sotto una stella crudele
Lo spirito indomito di una donna straordinaria, sopravvissuta due volte: all’Olocausto e alla dittatura comunista in Cecoslovacchia.

ADELPHI EDIZIONI S.p.A

Un blog di scienza e varie, tra il serio (quando serve) e il semiserio (quasi sempre)

lunedì 12 maggio 2014

Tra le teorie scientifiche che più smuovono gli animi e i sentimenti di pancia di certi cosiddetti c’è sicuramente . Non causa loro turbamento eccessivo la Teoria della Relatività, che pure sovverte le nostre concezioni di spazio e tempo, perché Einstein, si sa, era un genio, ed essi, per i quali una proporzione è un enigma matematico inaffrontabile, non osano mettere in dubbio la parola di un genio. Non fanno una piega sulla meccanica quantistica, sebbene essa letteralmente stravolga i concetti della logica del pensiero, innazitutto perché non sanno neanche cosa sia, e poi comunque non la capirebbero in ogni caso, dato che per capirla bisogna prima studiarla, ed è uno studio tutt’altro che facile. Digeriscono, anche se a fatica, il fatto che l’universo si sia evoluto, e che una volta, dicono addirittura più di 13 miliardi di anni fa ( ") era molto diverso da adesso. Lo digeriscono anche se, alcuni, con la segreta speranza che un giorno si scoprirà che era tutto un grande abbaglio. Lo sperano anche solo per il gusto di ridicolizzare questi scienziati che idolatrano, essi dicono, la loro , con la quale credono di essere onnipotenti, tanto da poter andare indietro nel tempo a studiare addirittura quello che è stato una volta sola e non si ripeterà mai più. Sono anche ormai costretti ad ammettere che la storia di era solo una storia, e i solo una metafora, perché in effetti descrivere la creazione del mondo parlando di disaccoppiamento tra materia e radiazione, sintesi degli elementi e formazione di galassie, nel V secolo avanti Cristo, quando la Genesi fu scritta, avrebbe confuso anche i più aperti di idee.
Però c’è un muro invalicabile per le loro menti, per la loro coscienza: il fatto che l’essere umano si sia evoluto da specie viventi ormai estinte, che sicuramente non avevano quella caratteristica che chiamiamo genericamente , pur nel senso più laico del termine, e che, almeno apparentemente, distingue l’uomo fra tutte le specie viventi. Che l’essere sia soltanto il risultato del lavoro delle leggi della natura, quelle stesse leggi che rendono un sasso, o l’acqua, non riescono proprio ad accettarlo. Le leggi della natura possono produrre pietre o liquidi, fuoco o ghiaccio, ma non esseri viventi, e men che meno umani. La vita umana, per non parlare della coscienza, non può essere un semplice prodotto delle leggi della fisica!
Il loro mantra preferito recita: “ ”. Nella loro supponenza non si sono neanche presi la briga di studiare quello che realmente afferma la teoria di Darwin, secondo la quale non è affatto vero che l’uomo derivi dalla scimmia, ma piuttosto che scimmia e uomo hanno entrambi un progenitore comune, come peraltro è dimostrato senza ombra di dubbio dal corredo genetico praticamente identico fra le due specie. E se sapessero che non solo uomo e scimmia hanno un progenitore comune, ma anche uomo e triglia, uomo e prezzemolo, uomo e muschio hanno progenitori comuni! Se sapessero che il loro corredo genetico ha molto in comune a quello di un fungo, è ancor più simile a quello di una sogliola, e quasi identico a quello di un maiale! Se solo avessero letto qualcosa sulla Teoria dell’Evoluzione, qualcosa di diverso dai loro stessi preconcetti!
La veemenza con cui certi si scagliano contro l’Evoluzione Darwiniana e il consenso che essi sono in grado di raccogliere in certa opinione pubblica evidenzia in modo emblematico nella società. Una società colta dal punto di vista scientifico, ovvero consapevole dei metodi della scienza, del suo modo di procedere, del suo approccio ai problemi, dei suoi scopi e del suo campo di applicazione, non reagirebbe in modo così scomposto e fuori luogo nei confronti di un risultato scientifico. Vediamo perché.
In primo luogo costoro se la prendono con Darwin, convinti di avere trovato . Lo accusano di essere stato un materialista, un ateo, un marxista (Darwin, per inciso, era cattolico, ma non avendo letto né studiato niente su Darwin, ovviamente non lo sanno), e pensano ingenuamente che i naturalisti degli ultimi 150 anni abbiano sposato la sua teoria prendendola così a scatola chiusa, , allo stesso modo in cui si accetta un dogma, un’ideologia o una religione. Allo stesso modo in cui sono abituati ad abbracciare acriticamente i loro dogmi. Non avendo alcuna cultura scientifica non sanno che nella scienza il parere di Darwin, di Einstein, o di qualunque altro emerito scienziato, conta meno di zero se non è suffragato da prove ottenute secondo i canoni del metodo scientifico. E nel caso della teoria dell’evoluzione abbiamo a disposizione un secolo e mezzo di prove sperimentali, di miglioramenti, di aggiunte, che rendono oggi il Darwinismo tutt’altro che una teoria formulata da una singola persona 150 anni fa, ma piuttosto lo strumento condiviso dai naturalisti di tutto il mondo per comprendere le specie viventi. Ad esempio Darwin non conosceva affatto la genetica moderna, che oggi ci permette addirittura di tracciare con precisione l’evoluzione delle specie viventi sulla terra nello spazio e nel tempo, e che quindi ha fornito un fortissimo supporto sperimentale completamente indipendente dall’intuizione Darwiniana originaria.
Inoltre è disarmante assistere al fatto che, a fronte della totalità del mondo scientifico che sostiene come ampiamente assodata la validità dell’impianto della teoria dell’evoluzione, l’opposizione al Darwinismo ha origine, per lo meno in Italia, da giornalisti, filosofi, prelati, congregazioni religiose, sacerdoti disk-jokey, mogli di sociologi, fisici delle particelle elementari in pensione, tutta gente(1) senza alcuna competenza nel settore (cosa che peraltro a volte ammettono candidamente, quasi con una punta di orgoglio). E’ il . Per questa gente basta il sentito dire, l’opinione da bar, il fatto di essere noti in qualche altro settore delle attività umane, per convincersi di poter prendere posizione con autorevolezza su un argomento a loro totalmente sconosciuto, e che necessiterebbe invece di conoscenze approfondite di chimica, paleontologia, biologia, genetica, anatomia comparata, scienze naturali…
In certi casi è sufficiente manifestare le proprie opinioni con sufficiente arroganza e determinazione per diventare credibili, perché tanto nel teatro in cui ci si muove . E questa ignoranza non solo funge da cassa di risonanza per chi blatera contro Darwin senza averne competenza alcuna, ma rende credibile al grande pubblico anche chi afferma di avere la ricetta per curare il cancro, la sclerosi multipla, l’Alzheimer. Mette sullo stesso piano chi, magari neanche laureato, afferma di saper guarire mali ritenuti incurabili, contro il parere di tutto il resto della comunità scientifica che si dedica con metodo e competenza a questo lavoro da decenni. E’ la stessa ignoranza che fa credere a tanti che un elettricista in pensione con l'hobby della sismologia sia l’unico essere umano al mondo in grado di prevedere i terremoti, disconosciuto da chi invece i terremoti li studia da una vita. La stessa ignoranza che nei talk show fa anteporre, per par condicio, un astrologo a un astrofisico, uno scrittore di fiction senza alcuna competenza di archeologia ad un egittologo, o considera equivalenti le farneticazioni di un qualunque sito web ai consigli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La stessa ignoranza che, in sintesi, vede nella scienza e nel suo metodo assodato da secoli, nel suo procedere meticoloso e apparentemente pedante, nella sua ricerca di conferme sperimentali puntuali a certe affermazioni mirabolanti, un ostacolo più che un contributo al progredire della conoscenza.
E infine la chicca: il “ ”. Di fronte all’evidenza dell’evoluzione della specie, ammessa perfino da un pontefice, l’ultimo baluardo al raziocinio è il , ovvero che sì, d’accordo, le specie si sono evolute, ma non per caso (e chi lo dice che si sono evolute per caso? Di nuovo, se solo avessero almeno letto cosa dice realmente la Teoria dell’Evoluzione…), ma piuttosto in seguito a un disegno, una . La teoria del Disegno Intelligente ha talmente la coda di paglia da non avere neanche il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome: . E la cosa paradossale è che per giustificare la necessità di questa non-teoria essi accusano l’Evoluzione Darwiniana di essere affetta da lacune che la renderebbero non sufficientemente rigorosa dal punto di vista scientifico. Ovvero per curare quelle che secondo loro sono pecche dal punto di vista della metodologia scientifica (pecche che non esistono, per inciso) essi introducono, come parte attiva della teoria, Dio. Impeccabile, vero? Per rendere sufficientemente scientifica la teoria sull’ evoluzione della specie essi introducono nella teoria stessa l’entità che per definizione è l’antitesi della scienza, l’assolutamente indimostrabile, l’insondabile attraverso strumenti umani. In una teoria che contiene al suo interno addirittura Dio, tutto diventa ovviamente possibile! Come falsificare una teoria del genere? Come potrebbe un esperimento scientifico sbugiardare l’Onnipotente? Qualunque risultato potrà venir fuori, per quanto assurdo e incompatibile con un previsione scientifica, sarà però sempre compatibile col volere di Dio! Con Dio dalla sua, la teoria del Disegno Intelligente è teoria! Ai sostenitori del Disegno Intelligente è proprio il caso di dire: “ ”. Proviamo a capire perché l’elefante abbia la proboscide e il rinoceronte no? E' inutile fare ipotesi o congetture, è il risultato di un disegno voluto da Dio! E come mai la giraffa ha il collo lungo e la zebra no, pur vivendo nello stesso ambiente? Sempre Dio! Questa sì che è vera scienza, altro che Darwin! Personalmente ritengo che chi vede in una scoperta scientifica che illustra il modo di procedere della natura una minaccia per la propria fede, un pericolo per le proprie convinzioni religiose, non solo non ha capito che cos'è la scienza, il suo metodo e il suo scopo, ma possiede anche idee molto confuse in fatto di fede. Un credente, un credente vero, dovrebbe semplicemente aborrire questo modo di pensare. (1): Alcuni fulgidi esempi del , o forse semplicemente del e basta, possono essere trovati ad esempio e .
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smarcell
12 maggio 2014 03:27

Grazie di questo post. L'antidarwinismo è totalmente fuori luogo, come opporsi al concetto della circolazione sanguigna. Avendo letto, poi, molto di Stephen Jay Gould, trovo deprimente che le persone si oppongano alla TEORIA dell'evoluzione. L'evoluzione non è affatto una teoria, ma un fatto ampiamente documento e certo. Darwin, al pari di altri (per esempio Lamarck) ha proposto una teoria per spiegare l'evoluzione : e la teoria Darwiniano della selezione naturale è quella più verosimile, su cui si sono appoggiate tonnellate di osservazioni differenti.

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